Settembre quello che vogliamo fare da qui a fine anno

Settembre quello che vogliamo fare da qui a fine anno

Agosto finisce sempre così: i dati arrivano, i numeri si compilano, vedi cosa ha funzionato bene e cosa poteva andare meglio. È il momento in cui guardi indietro.

Settembre è il momento in cui torni a guardare avanti.

Ho passato questa estate a pensare a dove stiamo andando. Dopo 50 anni di costruzione di veicoli satellite per la raccolta rifiuti urbani, sappiamo già quale sia la strada. Ogni anno, però, ci fermiamo a chiederci come percorrerla ancora meglio. 

Questi sono i nostri propositi per i prossimi 4 mesi. Sono conferme, più che novità. Sono i sentieri su cui vogliamo approfondire quello che già facciamo, con più consapevolezza e più precisione.

Produrre meglio, non solo di più

Negli ultimi anni abbiamo aumentato la capacità produttiva. Era necessario: abbiamo più ordini, più progetti, più città che cercano i nostri veicoli satellite per l’igiene urbana.

La sfida che ci siamo sempre posti, però, va oltre la quantità. Vogliamo produrre meglio. E vogliamo farlo sempre più consapevolmente.

Significa investire in automazione intelligente, dove ha senso farlo davvero. Significa anche digitalizzare davvero i processi: sapere dove si trova ogni componente, tracciare ogni punto di assemblaggio, registrare ogni intervento. Lo facciamo per avere la situazione sotto controllo in tempo reale, per agire subito quando qualcosa si discosta da quello che ci aspettiamo. 

E significa organizzare il lavoro in modo che ogni operaio sappia esattamente cosa fare, senza rincorse e senza improvvisazione. 

Sulla carta può sembrare più lento. Nella realtà il ritmo produttivo complessivo resta lo stesso, ma la qualità del risultato finale è superiore.

Continuare a servire bene il mercato italiano dei veicoli satellite

Negli ultimi anni abbiamo guardato molto all’estero. Con ragione: i mercati europei, i grandi progetti, le esportazioni. Era il momento giusto per farlo.

Il mercato italiano dei veicoli satellite per la raccolta rifiuti, però, è rimasto lì. Ovviamente è cambiato e ha sviluppato esigenze più sofisticate, ma vogliamo continuare a servirlo con la stessa attenzione. Sviluppando soluzioni ad hoc che rispecchino a pieno il mercato.

Lo facciamo con una comprensione profonda di quello che serve davvero a chi raccoglie rifiuti in Italia: centri storici, ZTL, porta a porta, percorsi che non lasciano margine di errore. Significa parlare con chi lavora sul campo, capire i problemi reali, costruire soluzioni su misura. 

Consolidare l’export di veicoli satellite in Europa e nel mondo

Mentre prestiamo più attenzione al mercato italiano, l’export continua a crescere. Le due cose convivono bene, ed è semplicemente come funziona il mercato oggi.

La domanda dai mercati europei per veicoli satellite affidabili è cresciuta in modo strutturale negli ultimi anni. Le città europee cercano soluzioni concrete per la raccolta rifiuti urbani, e siamo diventati un partner riconosciuto in questo ambito.

L’export rappresenta oggi il 70-80% del nostro fatturato, ed è diventato parte della normalità del nostro lavoro. Significa riorganizzare la logistica in modo adeguato, avere supporto tecnico distribuito in Europa, capire davvero come funzionano i mercati esteri sul campo. 

La qualità che offriamo in Italia è la stessa che portiamo all’estero. Su questo non facciamo distinzioni.

Rendere la sostenibilità visibile attraverso scelte concrete

La sostenibilità è una parola che si sente ovunque. Anch’io l’ho usata spesso. Ma mi chiedo sempre più: come la rendiamo concreta? Come la possiamo vedere, misurare, toccare? 

C’è una coerenza da rispettare: costruiamo veicoli satellite pensati per durare nel tempo e ridurre gli sprechi, e vogliamo che anche il processo produttivo rifletta questi stessi principi. Per questo stiamo installando pannelli solari sullo stabilimento, con i quali andremo a coprire quasi il 100% del fabbisogno energetico. Quando produrremo un mezzo, la maggior parte dell’energia usata per costruirlo arriverà dal Sole.

Allo stesso tempo, facendo parte di una comunità energetica sul territorio di Riccione, andremo a distribuire l’eventuale surplus di energia alla comunità, contribuendo al benessere cittadino e facendo del bene al territorio che ci ospita da oltre 50 anni.

La sostenibilità si misura da quello che fai, non da quello che dici.

Costruire un’azienda in cui valga la pena restare

Questo è il proposito che considero più importante.

Abbiamo costruito veicoli satellite che durano 15, 20, 25 anni. Lo sappiamo e ne siamo orgogliosi. Ma c’è un altro livello su cui ragi

onare: se il mezzo dura ma l’azienda che lo ha costruito non dura, quel mezzo perde il suo punto di riferimento.

Voglio costruire un’azienda dove le persone scelgano di restare. Dove un operaio di 25 anni veda una strada davanti a sé, con prospettive reali e non solo una stagione di lavoro. 

Significa corrispondere stipendi adeguati al lavoro svolto. Significa creare stabilità reale. Significa costruire un ambiente in cui chi ha un’idea possa dirla, e chi lavora bene venga riconosciuto.

Quando parlo di Long Life System, mi riferisco anche all’azienda stessa: come dura, come cresce, come le persone scelgono di starci. È un principio che vale per i mezzi e vale per le organizzazioni.

Cinque propositi che si sostengono a vicenda

Questi cinque propositi non vivono separati: si reggono e si rafforzano a vicenda.

Quando produciamo meglio, i veicoli satellite durano più a lungo e generano meno problemi nel tempo. Quando serviamo bene il mercato italiano, consolidiamo la reputazione su cui si fonda anche la crescita estera. Quando l’export cresce, abbiamo le risorse per investire in sostenibilità e in persone. Quando la sostenibilità diventa visibile e concreta, attrarre i partner e i clienti giusti diventa più semplice. E quando costruiamo un’azienda in cui le persone vogliono restare, tutti gli altri propositi smettono di essere obiettivi sulla carta e diventano realtà quotidiana.

Settembre è il momento in cui si decide come chiudere l’anno

Settembre non è un nuovo inizio, ma è il momento in cui, dopo la pausa estiva, torni al lavoro con le idee più chiare su dove vuoi arrivare.

Ho passato l’estate a guardare quello che abbiamo fatto, a raccogliere feedback, a riflettere. E sono tornato con la stessa convinzione di sempre: costruiamo veicoli satellite per la raccolta rifiuti urbani da cinquant’anni, con la stessa logica, qualità, affidabilità e rispetto per chi lavora ogni giorno. 

Quello che cambia è la precisione con cui vogliamo percorrere questa strada nei prossimi quattro mesi.

Cosa ci aspetta davvero? Lo scopriremo solo a dicembre.

Andrea